I CLUB BIANCAZZURRI

È il 1967 l'anno in cui, sulle ali dell'entusiasmo per l'ammissione alla serie D dell'Ac Rovigo, nasce il primo club di tifosi biancazzurri, il club Barriera. L'iniziativa è di Alessandro Taccoli, che diviene il segretario del neonato sodalizio. Presidente viene eletto Gianfranco Frigato. La storia del club Barriera segue, in sostanza, quella della squadra biancazzurra: ad una rinnovata speranza di successi per il Rovigo si accoppia l'entusiasmo crescente dei tifosi. I club biancazzurri, nei quattro anni che seguono la fondazione del Barriera, si moltiplicano: al Merlo, Granzette, bar Casonato, bar Rosina, bar Catena, bar Luce. Ma, come il Barriera, sono destinati a cessare, più o meno in sordina, la loro attività negli anni che seguono il 1972. Dopo il brillante secondo posto del 1970/71, il Rovigo vive giorni di delusioni più che di gioie. L'ambiente, che aveva vissuto con passione la memorabile trasferta a Giulianova o con amarezza e partecipazione la decisione della Caf di non assegnare al Rovigo il punto a tavolino per il petardo di Civitanova, si sfalda sotto il colpo della faida interna alla squadra 71/72, della contestazione ai dirigenti ed a Romolo Camuffo, della crisi societaria che, in breve avrebbe portato alla soggezione totale al Vicenza ed alla gestione unica del presidente Ferrari. Negli anni bui, della retrocessione in Promozione, seguita al drammatico doppio spareggio di Treviso (seguito da un buon numero di supporter rodigini, di tifoseria organizzata non si parla.
La rinascita dell'entusiasmo si accompagna alla presidenza Tosi. Infatti, nel 1980, sotto l'impulso dello stesso Alessandro Taccoli, il club Barriera risorge. Lo presiede Carlo Schenato, segretario è lo stesso Taccoli. In marzo di quell'anno ha luogo l'inaugurazione ufficiale. Da allora, il Barriera garantisce l'organizzazione dei pullman al seguito della squadra in trasferta, alcune iniziative di sostegno alla società, il veglione biancazzurro a Carnevale, la cena e gli omaggi ai giocatori, dirigenti e tecnici a conclusione di ogni stagione. Dopo la presidenza di Camillo Colli, il club Barriera si è dato un vertice collegiale di cui fanno parte Riccardo Cattarin, Gianni Lucchin, Giuseppe Scipioni, Adriano Sgualivato e Alessandro Taccoli.
Ma il 1980 è pure la data della rinascita di un altro club, il bar Luce, che nel tempo muta la denominazione in club bar Trieste per poi assumere la denominazione di bar Stadio. La presidenza, per una dozzina di anni, è affidata a Lino Romagnolo. Segretario è stato Gino Mistrin. Anche il bar Stadio collaborava con il Barriera per l'organizzazione delle trasferte dei tifosi e nelle attività di supporto alla società.
Oltre agli striscioni del Barriera e del bar Stadio, continuano a comparire per lungo tempo quelli del club San Bortolo (1984) e del club Sant'Apollinare (1983). L'esperienza del club San Bortolo è stata portata avanti da Germano Miani e Fabrizio Davì, ma, dopo il primo anno di gestione indipendente, parte dei soci è confluita nel club Barriera, parte nel club Stadio. Animatore del club Sant'Apollinare èstato Marino Pastorello, su ispirazione dell'allora generaI manager biancazzurro Antonio Marchiori. Dopo le burrasche societarie (Stivanello prima e Cardi-Maritan poi) l'attività autonoma del club Sant'Apollinare si èandata affievolendo, appoggiandosi quei tifosi principalmente ai club operanti in città.
La crisi dei primi anni Novanta non ha risparmiato i club. Il Barriera ha festeggiato il 25 anno di attività e poi è entrato in letargo, di fatto sciogliendosi.
Il vento nuovo portato dalla presidenza Buoso con diversi risultatipositivi, ha dato l'abbrivio ai tifosi di riorganizzare i club. In questo senso siè storicamente distinto il club Rovigo biancazzurra che ha avuto al vertice Davide Sergio Rossi dal 1995 che poi ha ceduto il testimone a Sabrina Magon, Sergio Marzolla e Massimo Borgato. Un paio d'anni più tardi è nato il club San Pio X animato da Francato e quindi il club Amici del Calcio Rovigo ora presieduto da Zamana che ha trovato sede nel bar all'interno dello stadio Gabrielli. A un periodo di conflittualità latente fra i club alla fine degli anni Novanta, che ha limitato le diverse iniziative, con la presidenza del Rovigo Calcio affidata a Scerra è stata trovata la strada di un'intesa che si è concretizzata nella nascita, nel settembre del 2001 del Centro coordinamento club biancazzurri, allo scopo di promuovere insieme il sostegno alla squadra e alla società.